Questão #14307432009

Português

O texto a seguir é referência para as questões de 73 a 76.

A Roma, la «fattoria–ospedale»

Otto conigli, due pecore, una capra, due pony, 50 canarini, cani e gatti. Sono gli inquilini di una fattoria cittadina ricreata

all'interno di un ospedale, il San Carlo di Nancy, Roma, a due passi dalle mura vaticane. La prima esperienza del genere al mondo.

Perché, se la terapia con gli animali è ormai abbastanza diffusa, nessuno aveva mai pensato di allevare animali–dottori all'interno di

un ospedale, in un giardino con tanto di stalla, voliera, gabbie per roditori, odore di fieno e mangime.

L'idea è di Davide Moscato, neuropsichiatra, direttore del centro cefalee infantili, determinato nel portare avanti questa

esperienza originale e contraria ad una medicina sempre meno umana e sempre più tecnológica e farmacologica. I risultati di una

sperimentazione pilota ha dimostrato che accarezzare e dedicare attenzione agli animali fa bene, in particolare come rimedio per il

mal di testa. Dodici pazienti tra 21 e 47 anni con cefalea, ansia e depressione sono migliorati del loro problema. La frequenza degli

attacchi è diminuita del 35%, la durata del 40% dopo appena 15 sedute. Diminuito l'uso di medicine. Gli ospiti della fattoria non

sono stati scelti a caso e hanno ognuno una certa specialità. Roditori per problemi psicologici e mentali, ovini per l'emicrania, equini

per disturbi motori, felini e cani sono polivalenti. Gli esemplari più indicati sono quelli a pelo lungo, possibilmente morbidi, dolci,

rassicuranti. Solo toccandoli e affondando la mano nella loro pelliccia viene un senso di rilassatezza. Si è visto che le fusa di un

gatto producono un effetto a livello cerebrale, visibile sull'elettroencefalogramma. «Gli animali servono da mediatori emozionali,

sono cioè uno strumento per allentare le tensioni», dice Moscato elencando le patologie che più rispondono a queste sollecitazioni:

oltre alla cefalea, l' autismo, l'iperattività e i ritardi mentali.

(Tratto da Margherita de Bac – 2009.)

L'esperienza del San Carlo di N. consiste nel: